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mercoledì 4 luglio 2012

The Ocean - "Aeolian"

Metal Blade Records, 2005
Presentazione: The Ocean è proprio un nome azzeccato da dare a un collettivo musicale: ogni musicista coinvolto ci mette del suo, ognuno fa la sua parte, ed è poi soltanto la loro somma e integrazione a dare il risultato finale – proprio come i miliardi e miliardi di gocce che compongono l'oceano. Ma così come l'oceano dietro a questi miliardi di gocce ha il suo incontrastato dio Poseidone, allo stesso modo il The Ocean Collective dietro la moltitudine di cantanti che vi contribuiscono possiede la sua mente pensante che scrive quasi per intero la musica: il chitarrista Robin Staps. Ispirato da tematiche geologiche che vertono sull'origine della vita – la quale viene proprio dall'oceano! – egli fa ritorno col suo oceanico collettivo presentando il loro secondo full-length, Aeolian, che arriva ad un solo anno di distanza dal full-length d'esordio FluXion (2004) e a due dal fantastico EP intitolato Fogdiver (2003).

Stile: Fogdriver aveva da subito messo in chiaro come sotto la ruvida crosta sludge/post che caratterizza il sound della band battesse un cuore tutto votato alla melodia, cuore dal quale si dipartono lunghe arterie solcate da arpeggi estremamente complessi e ricercati. FluXion poi, nonostante la pesantezza di ritmiche e chitarre e lo stile canoro prevalentemente growl/scream, aveva consacrato la maestosità di questo flusso sanguigno inondandolo con imponenti melodie sinfoniche che si stagliano affascinanti e minacciose sui frangenti delle chitarre. Alla luce di quanto esposto, Aeolian è ciò che proprio non ci si poteva aspettare: il cuore sotto la crosta sembra aver smesso di battere. Costellato di tanti riff veloci e affilati su di un'intelaiatura spigolosa, martellante, assassina, con numerose esplosioni di un growl/scream spinto al massimo. E poi altri riff, altro drumming, altro growl, e avanti così finché ci si affloscia stremati e si perde la cognizione di sé. Il lavoro chitarristico è enorme, imponente, massivo, e al solito ben prodotto: riff curatissimi e una varietà sonora sterminata, come i The Ocean ci avevano già mostrato essere in grado di fare magistralmente. Il lavoro ritmico è parimenti devastante: ritmi molto aggressivi, ma sempre nervosi e cervellotici. Tutto ciò che in FluXion emergeva dal gran dispiego di violino, violoncello e clarinetto, in Aeolian lo fanno le chitarre, e lo fanno con ritmiche atomiche.

Valutazione: Non è facile emettere un giudizio si questo disco, non finché si ripensa con insistenza al suo predecessore. Una band il cui principale punto di forza e maestosità erano le melodie sinfoniche se ne esce con un disco privo di melodie sinfoniche. Cosa ci si dovrebbe aspettare? Niente più forza e niente più maestosità? Questa svolta dei The Ocean è inaspettata e particolare, così particolare che forse la cosa migliore da fare è un paragone tra i due dischi. Cos'era FluXion? Un disco che fondeva la pesantezza e la furia di un mix tra sludge e post-metal con delle ampie, profonde, enormi melodie in violino, violoncello e clarinetto, melodie oscure dalla bellezza sublime che riportano indietro agli scenari di quando sul pianeta Terra la vita era ancora in fase di sviluppo, e si articolava unicamente nelle buie profondità degli oceani. FluXion era uno splendido macigno nelle profondità dell'oceano, adornato di pesci e coralli in reciproca lotta per la sopravvivenza. Cos'è Aeolian? E' FluXion brutalmente deprivato dei suoi imponenti respiri melodici, deprivato di violino, violoncello e clarinetto; è furia e pesantezza, dal primo all'ultimo secondo. Aeolian è un macigno nella solitudine del deserto, spoglio e arido, sul quale non potete ammirare il fascino della simbiosi e della lotta per la sopravvivenza. Al cospetto di Aeolian non potete far altro che esaminare i suoi tagli e i suoi spigoli incisi col tempo dagli agenti atmosferici – apparente monotonia nella quale invece scoprirete tutto un mondo insospettabile. Questo è il paragone che mi sento di fare, queste le parole che mi sento di usare: sarebbe infatti un delitto sminuire Aeolian per il solo fatto che esso ha perso la magniloquenza del suo predecessore – quindi a conti fatti, rimangiandomi le mie parole, la cosa migliore da fare è forse quella di evitare paragoni. Aeolian non è FluXion, ma sarebbe inaccettabile sottovalutarlo solo per il fatto di essere diverso.

Conclusione: Inutile pensare al passato con un presente così ricco e complesso: gli sfaccettati labirinti di Aeolian sono sufficienti ad impegnare ed emozionare la mente di chiunque abbia l'umiltà e l'ardore di dedicarvisi con anima e corpo. Un album meglio servito quando avete qualche litro di adrenalina da scaricare, forte dei suoi ritmi esagerati sotto ogni punto di vista, della sua ineguagliabile pesantezza sonora e di una prova vocale collettiva che fa venire voglia di unirsi a loro cantando a squarciagola finché la voce regge. Dinamitico – e soprattutto mitico.

01 - The City In The Sea (07:33)
02 - Dead Serious & Highly Professional (01:28)
03 - Austerity (09:40)
04 - Killing The Flies (07:14)
05 - Une Saison En Enfer (04:58)
06 - Necrobabes.com (02:14)
07 - One With The Ocean (02:35)
08 - Swoon (05:00)
09 - Queen Of The Food-Chain (07:11)
10 - Inertia (05:10)