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venerdì 17 dicembre 2010

Shape Of Despair - "Shape Of Despair"

Spikefarm Records, 2005
Questa compilation rimarrà per molti anni l'ultimo vagito della funeral doom metal band Shape Of Despair, che dopo la pubblicazione dei primi tre album in studio (che li hanno elevati a grandi nomi del genere) non si sono quasi più fatti vivi fino al 2010, data d'uscita dell'ultimo EP "Written In My Scars".

In questa raccolta troviamo un solo brano inedito, poi brani dei primi due album nelle loro versioni precedenti, ed infine qualche pezzo tratto dal loro primo demo "Alone In The Mist", quando ancora si facevano chiamare Raven. Un'operazione commerciale? Probabile, ma è indiscutibile che per i fan del gruppo questa sia un'uscita interessante, in quanto gli Shape Of Despair non sono mai stati un gruppo particolarmente produttivo, e si sa che quando una band produce poco, ma di qualità, il valore di ogni singola uscita discografica aumenta notevolmente. Inoltre, c'è da dire che i pezzi di "Alone In The Mist" non sono facili da trovare, poichè il demo non è mai stato ufficialmente distribuito. Andiamo dunque ad analizzare quanto c'è di nuovo in questa raccolta. La traccia più interessante è ovviamente l'opener "Sleeping Death", unico inedito. Interessante perchè quasi non si riesce a riconoscere gli Shape Of Despair che conosciamo tutti, malinconici all'eccesso e infarciti di tastiere e orchestrazioni: il brano vede protagoniste assolute le chitarre, fautrici di un riffing alla Mourning Beloveth che sposta di molto il sound verso il doom - death piuttosto che il funeral doom. Le ritmiche sono più veloci, più tecniche, la musica è in generale più aggressiva e molto meno atmosferica. Verso i cinque minuti e mezzo, tuttavia, fanno capolino nuovamente gli elementi dei vecchi Shape Of Despair, vale a dire l'eterea voce femminile di Natalie e le tastiere, senza le quali il gruppo cambierebbe totalmente volto. Se nel prossimo eventuale full - lenght proseguiranno l'evoluzione sonora in questo senso, i finlandesi faranno sicuramente discutere, sia in positivo che in negativo. Il disco poi prosegue con versioni grezze ma affascinanti di classici come "Woundheir", "Sylvan Night" e "Quiet These Paintings Are", quest'ultima quasi a livello dell'originale, anche se meno orchestrata. Traccia relativamente nuova è invece "To Adorn", brano ipnotico e angosciante sulla falsariga del primo album "Shades Of...", nel quale le vocals arrivano quasi ai mostruosi livelli dei connazionali Tyranny, ovvero abissali e profondissime, quasi spaventevoli.

Nel complesso, più che un "the best of" l'album è una raccolta di rarità, un'uscita interessante solo per gli irriducibili fan del gruppo, ma sconsigliato a chi vuole farsi un'idea della band per la prima volta, poiché se già la musica è difficile da assimilare nelle loro uscite ufficiali, nella loro versione demo è ancora più ostica, ma non per questo meno affascinante.

01 - Sleeping Murder (8:34)
02 - Night's Dew (4:16)
03 - Sylvan Night (10:23)
04 - Quiet These Paintings Are (12:02)
05 - Woundheir (8:51)
06 - To Adorn (9:41)
07 - In The Mist (9:52)