Pagine utili del blog

sabato 15 gennaio 2011

Mournful Congregation - "The Dawning Of Mournful Hymns"

Weird Truth Productions, 2002
Mastodontico: non si può dire altro di questo doppio album - raccolta degli australiani Mournful Congregation, band poco conosciuta, sottovalutata e della quale è difficile reperire il materiale. Per fortuna, i numerosi demo, EP e split album prodotti dalla band in giovane età non sono andati perduti o relegati solo a qualche raro nastro per collezionisti, ma sono stati resi disponibili con questo album, che raccoglie tutto ciò che la band ha scritto prima di pubblicare il suo reale primo album in studio, "The Monad Of Creation", datato 2005 anche se la band esiste da molto più tempo, addirittura dal 1993.

Nello specifico, la band australiana è un pilastro originalissimo ed insostituibile del Funeral Doom Metal, proposto in una maniera molto personale: come si può ben notare dall'ascolto di questo lunghissimo doppio album (100 minuti di musica in totale!) i nostri rallentano all'inverosimile i ritmi, ribassano le chitarre e growlano in modo aspirato come tutti i gruppi Funeral, ma a questo uniscono un ottimo gusto per le sezioni acustiche, per la melodia che arriva dritta al cuore e per l'uso quasi esclusivo delle chitarre, a discapito delle tastiere e delle orchestrazioni che sono sì usate, ma ridotte veramente all'osso. L'artwork completamente nero non deve ingannare: accanto alla pesantezza e all'angosciosità tipica di questo sottogenere, i nostri sono capaci di una dolcezza insospettabile, che a volte sfocia in brani davvero struggenti e che hanno le potenzialità per piacere anche a chi non si sente minimamente avvezzo al metal estremo. La musica è in ordine cronologico, dunque il primo brano del primo dei due CD è il più vecchio e da lì si procede sempre verso le produzioni più recenti: non si nota un grandissimo cambiamento dai primi agli ultimi demo ed EP, se non un incremento della componente melodico - acustica ed un lieve alleggerimento delle atmosfere, che rimangono comunque sempre opprimenti e talora perfino claustrofobiche. C'è da dire che i primi brani sono forse un po' piatti se confrontati alle produzioni più recenti, a volte fin troppo quadrati e poco vari, ma ciò testimonia anche il fatto che la band è riuscita ad evolversi in maniera lenta ma costante, arricchendo il proprio sound delle splendide melodie chitarristiche che l'hanno resa importante nel suo genere. L'uniformità del tutto rende inutile descrivere traccia per traccia, perciò mi limito a citare solo due brani, entrambi posti a chiusura del rispettivo CD. "An Epic Dream Of Desire" chiude il primo dei due ed è un brano di oltre quindici minuti di durata, nel quale la voce è solo un sussurro di sottofondo e il growl non compare mai: a mio parere il miglior brano mai scritto dal gruppo, è un vero e proprio mastodonte di malinconia, capace di emozionare con poche e semplici note perse nel vuoto, singole e tremolanti, prodotte ora da una chitarra elettrica, ora da una chitarra acustica. "The Epitome Of Gods And Men Alike" (notare i titoli, molto poetici, così come i testi) dura la metà ma non è meno intensa: il growl qui ritorna, ferale e posseduto, e si unisce a spettacolari assoli e melodie di chitarra, dotate di una carica emotiva semplicemente disarmante.

Tutta così la musica dei Mournful Congregation: semplice, pulita, armoniosa e melodica, mantenendo sempre inalterato il suo pesante velo di tristezza e latente disperazione. Un gruppo da scoprire, e questo album è il modo migliore per farlo.

Disco 1

01. Fading Light Of A Dying Sun (11:45)
02. Astralic Dreams (10:06)   
03. Weeping (02:47)   
04. Suffer The Storms (09:17)
05. Heads Bowed (12:32) 
06. Miriam (02:57)   
07. An Epic Dream Of Desire (15:43)

Disco 2

01. Skyward Gaze, Earthward Touch (09:41)
02. Rememberance Of The Transcending Moon (11:21)
03. Empirical Choirs (07:26)
04. Tears From A Grieving Heart (10:02)
05. Opal Of The Stream Beneath The Hills (13:10)
06. Elemental (00:53)
07. The Epitome Of Men And Gods Alike (08:23)