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martedì 29 maggio 2012

Drudkh - "Slavonic Chronicles"

Season Of Mist, 2010
Quando sono andato a curiosare nella discografia dei Drudkh, consultando i siti specializzati come la bibbia Metal Archives, oltre agli album ufficiali mi è capitato che mi cascasse l'occhio anche su questo EP, rilasciato su vinile e anche su CD come parte dell'edizione limitata dell'album "Handful Of Stars", uscito poco prima. Dopo aver valutato velocemente il contenuto, mi sono detto: "Mah, un disco con soli due brani, e per giunta due cover...niente di interessante". Niente di più sbagliato: dopo averlo ascoltato ho cambiato completamente idea.

Non conosco le band che hanno concepito questi brani, così come non conosco le versioni originali dei medesimi: conosco solo la stupenda reinterpretazione che ne hanno fatto i Drudkh, e conosco bene il brivido dell'emozione che si sente sulla pelle quando si ascolta una canzone suonata col cuore, e non solo con gli strumenti musicali. L'iniziale e lunga "Tam Gdzie Gaśnie Dzień...", cover dei Sacrilegium, potrebbe essere uno dei più bei brani di black metal che io abbia mai ascoltato: non gli manca assolutamente nulla per essere considerato un classico. Potenza, velocità, ritmiche convincenti e trascinanti, sprazzi melodici puliti e sognanti dove compare anche un flauto tradizionale, superbi fraseggi di chitarra che insistono nel dilaniarci l'anima, solenni cori in pulito, disperazione e sconforto trasmessi egregiamente dallo screaming di un cantante che conosce il fatto suo e ha ormai acquisito una padronanza eccellente dei propri mezzi. Ottima anche la capacità del gruppo di riadattare nel proprio stile ciò che appartiene ad altri musicisti; se non avessi saputo che questa è una cover, molto probabilmente l'avrei considerata un brano dei Drudkh a tutti gli effetti. Inconfondibli sono infatti le chitarre "a fiume continuo", le stratificazioni sonore ronzanti e sporche (ma paradossalmente valorizzate da una produzione eccellente e pulita), così come è inconfondibile quell'aura malinconico / depressa e perfino vagamente sciamanica, che tutti i loro fan conoscono bene. Ma le sorprese non finiscono al primo brano: la successiva "Indiánská Píseň Hrůzy", cover dei Master's Hammer, ci sorprende ancora di più con sonorità rallentate, dal piglio incattivito e carico di tensione, pronto ad esplodere ad opera di una voce ancora una volta spettacolare nella sua intensa drammaticità. Solo nel finale la tensione si stemperà un po', grazie ad un assolo celebrativo e al tempo stesso carico di dolore e sofferenza, un vero epitaffio che chiude questo breve ma intenso dischetto nel migliore dei modi.

Dura solo sedici minuti, non contiene nemmeno un brano inedito e potrebbe tranquillamente essere tacciato di inutilità: eppure mi tiene lì, con l'orecchio incollato alle casse o all'auricolare. Sarà un caso?

01 - Tam Gdzie Gaśnie Dzień... (Sacrilegium cover) (10:48)
02 - Indiánská Píseň Hrůzy (Master's Hammer cover) (5:17)