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martedì 12 luglio 2011

Septicflesh - "The Great Mass"

Season Of Mist, 2011
Is human a parasitic organism on the body of earth?

Is this the horrid truth that will be realized at the point of no return?

When a parasite sucks the life of its host completely, it also dies.

Is man a suicidal god?

Esistono gli album kolossal nel mondo del Metal? Esiste una specie di Hollywood del metallo? Non lo so, ma nel caso di The Great Mass tutto lascia presagire una risposta positiva. Artwork fastoso curato nei minimi dettagli, skin del sito ufficiale della band semplicemente superlativa, coinvolgimento l’orchestra filarmonica di Praga, mixaggio di Peter Tagtgren e un trailer di un minuto e mezzo degno del miglior kolossal hollywoodiano. Dopo una simile pubblicizzazione è inevitabile che The Great Mass si presenti come un disco ambiziosissimo; e dopo averlo sentito risulta parecchio controverso. Ma lasciamo che siano i Septicflesh stessi a darci l’input per comprendere quest’opera, lasciamoci guidare da ciò che la band ha scritto nel booklet...

This is a mass (a musical composition) born from an alchemical marriage between extreme metal music and wicked symphonic music. Musica sinfonica malvagia, di quella oscura e pomposa: questo è il tema musicale ricorrente di ogni brano, tema che proviene dritto dalle brillanti Persepolis e Babel’s Gate appartenenti al precedente Communion, in cui la band aveva già lasciato intendere di divertirsi molto nel giocare con la musica sinfonica. Ora troviamo sviluppi ancora migliori: imponenti sezioni orchestrali che si ergono come alte cattedrali gotiche su una base potente da far paura, con un Sotiris che macina riff violenti e un Fotis a tratti devastante; e tra toni orchestrali e cori vocali si viene sommersi da fiumi sonori schiaccianti ed altamente evocativi. In questa fondue di tremenda pomposità e tenue melodia si possono citare in particolare il riff sinfonico di Five-Pointed Star, il breve flauto mozzafiato verso metà di Oceans Of Grey, i toni sontuosi di Apocalypse, l’andatura piacevolmente schizzata di Mad Architect. Ma già sotto questo aspetto accade la prima cosa assurda, e l'incantesimo è rotto: qualcuno infatti dovrebbe spiegarmi cosa diavolo c’entrano Rising e Therianthropy con gli altri brani - in Rising l’orchestra è addirittura assente! Che senso ha mettere un brano privo di orchestra nel mezzo di un disco in cui gli altri nove sono incentrati prevalentemente su di essa? E poi le melodie di questi due pezzi sono davvero scontate ed eccessivamente pacchiane, specialmente quella di Therianthropy, che come finale di un disco simile è davvero scadente. Oltretutto costituisce uno stacco troppo netto dalla precedente - superlativa! - Mad Architect: quando si passa da questa a quella sembra quasi di cambiare CD! Per essere del tutto sinceri non è che siano due brani pessimi o irrimediabilmente irrecuperabili, con un po’ di cosmetica li si potrebbe facilmente adattare al resto del disco...il punto è: perché i Septifclesh non l’hanno fatto? E’ un peccato che abbiano inserito due brani così, ma soprattutto è un fatto assurdo e inspiegabile.

It is a fitting sound matrix for a black mass as it celebrates the existence of the Greater mysteries and glorifies the rebellious spirit. Music after all, is a dark art, as there is no light involved… No, nessun raggio di luce, se non forse nel finale; per il resto, solo tenebre e scettici rompicapo, una mistura di riflessioni filosofiche su morte e immortalità, religione e sincretismo, spiritualismo ed attività extracorporea, fenomeno e noumeno. Cos’è l’uomo? Cos’è ciò che egli crede di sapere? Quanto le sue percezioni sensoriali e la sua memoria influenzano il suo modo di concepire la realtà? L’artwork incarna questi valzer filosofici di domande senza risposte, mischiando elementi di più religioni e richiami simbolici a me sconosciuti. Nonostante questo, The Great Mass presenta una copertina che...boh, con tutto il lavoro minuzioso che c’è dietro l’artwork di questo nuovo lavoro ci ritroviamo davanti una cover con uno sfondo completamente piatto, che sembra il poco edificante manto di un topo morto. Suvvia, avrebbero potuto mettere uno sfondo che desse meglio l’idea della profondità e delle vertigini...sono perplesso.

This is not a safe place for the mass of common fearful people. It is a battleground of strange thoughts, where questions are breeding more questions, and chaotic theories confront endless paradoxes. Non è facile valutare questo album, ma credo che la cosa migliore da fare sia chiedersi cosa volesse ottenere il quartetto greco. A occhio direi che la loro idea fosse quella di combinare in qualche modo la pomposità e la squisitezza della musica sinfonica con un Metal estremo violento ma al tempo stesso melodico e orecchiabile, che sia fruibile da una fetta di pubblico relativamente ampia. Se davvero è questo ciò che la band ha tentato di fare, beh, non si può rivolgerle alcuna critica: obiettivo centrato in pieno. Ma, visto che le tematiche trattate sono così insicure e inadatte per quelle persone che hanno bisogno di costruirsi il loro sistema sotto i cui principi riportare tutto ciò di cui fanno esperienza, persone spaventate dal non poter comprendere ogni cosa, persone che pretendono di avere subito tutte le risposte; visto appunto tutto ciò, perché la band non si avventura mai in brani complessi - come Mad Architect, ad esempio - che si fanno largo tra arrangiamenti virtuosi e articolati? Perché invece di tutto ciò trovano spazio brani comunque splendidi ma tutto sommato abbastanza facili da assimilare e persino da fischiettare?

Come avevo premesso, The Great Mass è un disco ambiziosissimo ma parecchio controverso, e se da un lato riesce a raggiungere traguardi musicali indubbiamente elevati, dall’altro lato sembra perdersi in un bicchier d’acqua per quanto riguarda gli aspetti più ovvi. Ma in fondo che dire...criticare questo disco davvero non si può, perché accantonando Rising e Therianthropy ci troviamo di fronte otto momenti altisonanti di grande musica, ben ideati e perfettamente realizzati grazie alla grande cura nelle orchestrazioni e all'enorme varietà di soluzioni differenti, otto momenti capaci anche di dare una certa continuità, solidità e coerenza al tutto. Gli album di cui rammaricarsi sono ben altri, questo è ampiamente positivo sotto la maggior parte degli aspetti. E allora inseritelo nel vostro stereo...

...and...

...Let the ceremony begin!

01 - The Vampire From Nazareth (04:08)
02 - A Great Mass Of Death (04:46)
03 - Pyramid God (05:13)
04 - Five-Pointed Star (04:33)
05 - Oceans Of Grey (05:11)
06 - The Undead Keep Dreaming (04:29)
07 - Rising (03:16)
08 - Apocalypse (03:55)
09 - Mad Architect (03:36)
10 - Therianthropy (04:28)