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venerdì 14 ottobre 2011

Haye's Grave - "Shadow Moses"

Autoprodotto, 2011
Provengono da Lucca questi cinque musicisti dediti ad un genere che si colloca a metà tra l'hardcore punk e il metal, e che con questo EP intitolato "Shadow Moses" riesce a regalare venti minuti di devastante aggressività sonora che invita al pogo e all'headbanging, e che sicuramente in concerto avrà una resa ottima. Mischiando con classe un po' di swedish death metal di antico stile (più vicino ai Ceremonial Oath che non ai mostri sacri del genere, specialmente per quanto riguarda le sonorità), un po' di death metal classico, un po' di thrash e qualche spruzzo di crossover, i nostri uniscono al grezzume del punk la pesantezza del metal, resa alla perfezione con chitarre pesanti e sporchissime, che ricordano molto il sound dei primi Celtic Frost. Ci aggiungono un'attitudine minimale ma efficace, che utilizza una quantità di riff sufficiente a non scadere nel piattume, e ritmiche non sempre uguali a sè stesse ma capaci di rinnovarsi spesso attraverso continui stop and go, entrate in doppia cassa, accelerazioni e apparenti rallentamenti, sempre molto brevi prima della successiva esplosione. Poi, in questi sei brani costituiti perlopiù da distorsioni sporche e dissonanze feroci, aggiungono a sorpresa alcune sezioni melodiche e assoli di chitarra dal gusto sopraffino, sempre molto brevi ma tutt'altro che insignificanti. Un punto su cui mi sento di fare davvero i complimenti è la voce, quasi sempre in growl:  nonostante a livello tonale non sia molto articolata, è convincente nella sua timbrica vagamente malata e costantemente rabbiosa, e ciò fa sì che la presenza molto frequente delle linee vocali aggressive non costituisca un fastidio, ma un punto di forza. Assolutamente azzeccata, e la migliore che si poteva trovare per questo genere di musica, una specie di ruggito rauco "alla Meshuggah", ma meno monocorde e ancora più sporco, in definitiva molto più coinvolgente. 

I brani passano veloci ma non inosservati, in quanto ognuno è dotato di una forte carica "metallica" e irruenta, che lo rende sempre incisivo e mai banale, nonostante la strumentazione ridotta al minimo indispensabile (solo chitarre, basso, batteria e voce, come nella vecchia tradizione metal!). Non ci si annoia mai, ascoltando l'album. Dimostrazione ulteriore che non serve grande complessità per creare un dischetto metal di tutto rispetto, che sia fedele al genere e che contemporaneamente non scada nel banale, in quanto dotato di quel "non si sa bene cosa" che lo rende convincente. Questo elemento in più, che qualcuno chiama talento e qualcun altro chiama ispirazione, ma che io non so bene come chiamare in questo caso, fa sì che un EP come "Shadow Moses" sia un buon biglietto da visita per il futuro della band. Il loro mestiere lo sanno fare, e si nota che la personalità non manca: non ci rimane che aspettare e stare a vedere quanto potranno ancora migliorare.


01 - Titan Throne (1:16)
02 - Philosophers (3:42)
03 - Lions & Hopeless (4:24)
04 - Raptorize (4:24)
05 - Hypocrisy (3:32)
06 - Shadow Moses (4:08)