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domenica 1 aprile 2012

Evershine - "Renewal"

Autoprodotto, 2011
Lo ammetto: non sono un grande fan del power metal, anzi in realtà non lo sono per niente. Dopo un iniziale periodo di infatuazione per band come gli Stratovarius, o addirittura i Rhapsody, sono passato ad altri generi, dimenticandomi quasi totalmente del filone power e tendendo a considerarlo come un genere "minore", abbastanza trascurabile. Questa mia evoluzione musicale mi ha portato ad accogliere con una certa diffidenza i riff di chitarra veloci e graffianti, i suoni di tastiera virtuosi e trascinanti, la batteria a mille e le ugole acute dei cantanti power, costantemente impegnati a raggiungere note sempre più elevate con sempre maggiore tecnica. Non so da dove derivi tutto ciò, probabilmente è un pregiudizio bello e buono, come li abbiamo tutti. Tuttavia, dopo l'iniziale sconcerto (chiamiamolo così), quando mi capita di ascoltare un disco power alla fine mi piace, non me lo riascolterei magari cento volte, ma la sua figura la fa sempre e riesce ad appassionarmi degnamente. 

Anche per il debutto discografico degli italiani Evershine è stato così. Ho ricevuto una proposta di recensione da questa band, senza sapere esattamente il genere che suonassero; ho fatto partire la prima traccia con un piacevole misto di lieve ansia e curiosità, e ho immediatamente riconosciuto che "Renewal" è un disco Power al 100%, quel power che tende un po' a ricalcare se stesso ma che se è suonato bene garantisce sempre notevoli dosi di adrenalina e di divertimento. Nello specifico, la musica degli Evershine non è certamente di qualità scadente, essendo la band ormai attiva da diversi anni nell'underground: la padronanza tecnica è eccellente, le linee vocali sono ricche di effettistica ma in ogni caso sempre convincenti, gli inserti orchestrali di gusto neoclassico sono ben dosati e azzeccati nel loro contesto, le melodie sono di ottima presa (a tratti splendide) e hanno quell'interessante retrogusto epico che fece la fortuna dell'acclamato "Visions", datato 1995 e ancora oggi un punto di riferimento per tutte le band che anche solo pensino di voler iniziare a suonare power. Consapevoli di non suonare nulla di nuovo, ma al contempo consapevoli di suonare con passione, gli Evershine confezionano un debutto molto piacevole, al quale davvero non manca nulla per essere considerato un album rispettabile, grazie anche ad alcune buone influenze hard rock e glam che gli donano un certo alone casereccio e tolgono la band da eventuali e fastidiosi paragoni con gruppi un po' troppo plastificati come i DragonForce. L'ottima produzione, pulita e potente, rende giustizia ad un disco che fa dell'immediatezza il suo principale punto forte, e che fin da subito trascinerà i fan del genere in una piacevole odissea di velocità, melodia e potenza inarrestabile, quella potenza che rende impossibile rimanere fermi mentre si ascolta la musica. Non troverete brani di scarso livello, cadute di tono o perdite di energia: il fiume di "Renewal" vi investirà in pieno dall'inizio alla fine, travolgendovi piacevolmente.

Cos'altro chiedere da un gruppo esordiente, che si produce i dischi in proprio? Ripeto: il power non è certamente la mia passione, ma quando trovo un disco power suonato come si deve, sono sempre felice di poterne parlare bene. Per quel che mi riguarda, quindi, promossi!

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01 - Evershine (3:41)
02 - Angel Killer (5:12)
03 - The Storm (6:35)
04 - Demons Ride (4:14)
05 - A Chance To Be Free (7:12)
06 - Here We Come (4:10)
07 - Faith And Dreams (4:50)
08 - Run (3:57)
09 - Where Heroes Lie (7:50)